25/09/2003

Una donna incinta, anzi due

Ho visto Ottoemmezzo, che mi piace parecchio. Ma in realtà volevo parlare di una cosa che c'entra poco poco. A un certo punto l'onorevole Mantovano ha parlato del pericolo nell'uso della marijuana da parte delle "donne incinta". O "in cinta". Come lo scriverà?

Ci sono dei tic linguistici dovuti a piccoli equivoci, ignoranze adolescenziali, cose così: le cui spiegazioni sono facilmente individuabili di volta in volta. Dalle parti mie da ragazzi si diceva “a dorso nudo” e “dormire all’agghiaccio” e alcuni non hanno più smesso. Cercando “a dorso nudo” su internet si raccolgono 145 ricorrenze, con prevalenza dei siti gay (non che non possa esistere un “dorso nudo”, naturalmente: era tale quello delle giumente di Jeli il pastore, in Verga). Cose toscane forse, soprattutto per l’agghiaccio, che ricorda l’uso toscano di “ghiaccio” come aggettivo, sinonimo di freddo, anzi molto freddo, o anche “freddo abbestia”. Su internet, 15 siti citano “all’agghiaccio” ;, tra cui CavalloWeb e il Rover Club Italia. Comunque. La vicenda più affascinante per la sua diffusione e gravida di riflessioni è quella della parola “incinta”. “Incinta” è un aggettivo che si usa solo al femminile, tranne eccezioni scherzose, per definire una donna che aspetti un bambino, come si sa. Una donna incinta, insomma. E due donne incinte. Se la dovessimo buttare sullo scherzo, appunto, un uomo incinto. Viene dal latino: incens voleva dire gravida. “Benedetta colei che in te s’incinse”, azzardava Dante quando se ne faceva persino verbo e incinto ne era participio con i suoi bravi maschile femminile singolare plurale. Eppure, molti lo tengono al femminile singolare per ogni declinazione: due donne incinta, un uomo incinta. Il bandolo di questa misteriosa matassa linguistica pare essere questo: che là fuori chissà come si è diffusa l’opinione che “incinta” non sia un aggettivo, ma che si tratti dell’espressione “in cinta”, di conseguenza indeclinabile (ma su internet ancora: 235 “donne incinta” e solo 37 “donne in cinta”: molto porno, comunque). Com’è accaduto? Chissà, ci vorrebbe uno specialista. Probabilmente come sopra: una donna in cinta a dorso nudo ha dormito all’agghiaccio. Ma in questo caso la diffusione dell’inciampo è straordinariamente maggiore e forse presto raggiungerà i dizionari. Le cose cambiano, e il cielo ci guardi dalle battaglie lessicali.

21:59 Scritto da: luca.sofri in Business | Link permanente | Commenti (17) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

Io oltre a ricordare ai pochi deficienti (mi scusino il termine) che vanno ancora a comperare il fumo in piazzza, che il cacao contiene un principio attivo analogo che determina gli stessi effetti e per rilassarsi è sufficiente mangiare un cioccolatino fondente che corrisponde ad alcuni tiri di canna di buona maria, volevo segnalare un simpatico aneddoto. Ho scritto sul sito della mia associazione in una faq, schizzofrenia al posto di schizofrenia, e siccome deve essere che come me di ignoranti ce ne sono molti, decine e decine di persone sono entrati da google con chiave di ricerca schizzofrenia delirante, schizzofrenia collettiva, schizzofrenia fra le persone comuni, schizzofrenia violenta, schizzofrenia senza rimedio e perfino segni di schizzofrenia in Berlusconi e infine schizzofrenia a torsolo nudo. (l'ultimo non è vero, gli altri si, però è vero che da piccolo dissi più di una volta torsolo nudo). Dom

Scritto da: null | 25/09/2003

(sono tornato a vedere , entrano esattamente con schizzofrenia delirante, schizzofrenia (da sola), schizzofrenia pedofilia, malattia psichiche schizzofrenia, come curare Berlusconi dalla schizzofrenia) Scusate la correzione ma mi piace essere preciso. Dom

Scritto da: null | 25/09/2003

Tanto che siamo in argomento qualcuno saprebbe spiegarmi se coscienza va con la i o u sienza e quali vanno con e quali vanno sienza. Se su qui da si la qua va si o no l'acciento e perchè e se si quando con chi dove come con o senza ( il preservativo?) Sienza non vengo e neanche vado. Me ne resto a casa a stirare le camicei. ORey

Scritto da: null | 25/09/2003

L'avevo notato anch'io. Pensavo fosse un modo di dire dialettale del nord.

Scritto da: iron_ica | 26/09/2003

a me e' capitato spesso di sentire "la lana mi fa venire il plurito". mai capito se e' una storpiatura dialettale o una molteplicita' di grattate.

Scritto da: null | 26/09/2003

Dio ci scampi dalle battaglie lessicali, ma io quando sento due donne in cinta metterei mano alla pistola. Credo sia molto romano come modo di dire, almeno in Campania incinta si era sempre declinato. Epperò, Luca, questa te la sei rivenduta da Re:no subject. Cià (miic)

Scritto da: null | 26/09/2003

confermo, in Campania "incinta" si declina. in effetti, al momento ho due cugine incinte in provincia di Salerno.
giorgia

Scritto da: null | 26/09/2003

Incinta o in cinta, io direi di spegnere sul nascere questa questione. O di spengerla?

Scritto da: null | 26/09/2003

Sì, il cielo ci guardi dalle battaglie lessicali. Come se d’altre guerre non fossimo già sazi!! Le parole si trasformano nello scorrere del tempo eppure restano immutate..ignot e agli occhi di chi non sa riconoscerle. Immagino caverne illuminate da fuochi ristoratori quando gli sguardi e i gesti parlavano e graffiti raccontavano le parole smorzate nella gola da grida gutturali...Pen so al linguaggio dimenticato dei sogni..a Babele e sorrido alle cattedre linguistiche. Domani parleremo ancora il linguaggio dei segni e degli sguardi; il nostro pensiero attraverserà il tempo e lo spazio raggiungendo puro e blasfemo le menti che sapranno e vorranno riceverlo.

Scritto da: sofia3000 | 26/09/2003

trattasi delfenomeno conosciuto come "etimologia popolare" (vi ricordate quando Riina se la prendeva con gli "uomini sessuali"?); stessa cosa per "schizzofrenic o"

"agghiaccio" per "addiaccio" è "ipercorrettis mo" di area toscana, dove g velare+j>dj, e quindi, appunto, ci si tende a ipercorreggere (in un fantastico sonetto del Belli si spiega che "se gamba diventa gamma, allora mamma si dovrà dire mamba"...)

"plurito" è invece frutto di "dissimilazion e" (come "albero" che viene dal latino "arbore(m)", e a regola - ma anche la dissimilazione èuna regola, solo ulteriore alle normali tendenze fonetiche - in italiano sarebbe dovuto diventare "*arbore" - l'asterisco messo prima segnala una forma inesistente o non attestata)

c'era un bel film, di Jacques Demi, con la Deneuve e Mastroianni, che in francese si intitolava (più o mneo) "La plus grande invention de l'histoire depuis que l'homme a marché sur la lune", e in Italiano (sempre più o meno) "Non si preoccupi, signora, suo marito è semplicemente incinto"

giulio filologo

Scritto da: null | 26/09/2003

In effetti pare proprio sia, come hai scritto tu, che si confonda con l'espressione "in cinta": il fatto che la ricerca è fatta correttamente come "incinta" non vuol dire: si sa che così si scrive, anche se non si conosce la corretta etimologia. Aggiungi anche che si tratta di un aggettivo un po' particolare: piace poco usarlo, si preferiscono espressioni come "in stato interessante", "in gravidanza", espressioni, appunto, non aggettivi. Probabilmente viene fatto anche questo accostamento. Saluti. Chiara.

Scritto da: null | 26/09/2003

All'apertura della pagina si è verificato un errore di sintassi.
Le battaglie lessicali infuriano.

Valentina

Scritto da: null | 26/09/2003

non mi interessa il lessico di mantovano...scu sa...ma mi sembra istruttiva la sostanza...oh sì la sostanza...il principio attivo...il principio che sta alla legge in discussione...c erto...fini e sirchia metteranno a dieta il cattivista giuliano ferrara? la parola d'ordine e salvaguardarci da noi stessi....pensa ndo bene di proibirci tutte le cose che ci fanno "male" ....dall'eutan asia alla nutella....se questo si chiama liberalismo...
se lo stato ha funzione regolatrice della comune con-vivenza...s uo compito è limitarsi a limitare la libertà che può nuocere agli altri....non dettare una linea etico-morale sui gusti i desideri o le inclinazioni personali...(pe r quanto deprecabili essi siano....chi lo decide poi..?)
questi vogliono imporre il loro modello assoluto....vab bè volevo dire tante cose ma mi stanno chiamando...uff a!!!

Scritto da: maxusq | 26/09/2003

Il problema si pone anche sul pane greco. Tipica focaccina farcita al pomodoro fresco che vendono a Bergamo alta, dove studio.
Mi dia due pani greci? Due pane greco? Resta il mitico, "Un pane greco, anzi due!" :)

Scritto da: null | 28/09/2003

Anche l'Accademia della Crusca concorda:
«...incinta è un antico participio passato di quel verbo incingere che si legge per esempio nell'Inferno, VIII 45, là dove Virgilio esprime il suo compiacimento per Dante dopo la replica a Filippo Argenti ("Alma sdegnosa, / Benedetta colei che in te s'incinse"). Trattandosi di una forma che si usa solo al femminile (di uomini incinti, per ora, si può parlare solo facetamente), e più spesso in relazione a una singola donna gravida, alcuni hanno creduto di aver che fare con una specie di avverbio. Ma è un errore marchiano.»

Scritto da: null | 19/04/2006

Tra l'altro, "in cinta" esiste, ma ha a che fare con l'araldica:

http://it.wikipedia.org/wiki/In_cinta

Scritto da: Andreina | 21/05/2008

Grazie per il post bene, le informa è molto utile, mi aiuta molto, mi piace. Grazie così tanto.

Scritto da: sohbet | 29/07/2011

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