09/02/2004

Sii un altro

L'editoriale di Giuliano Ferrara sul Foglio di oggi era piuttosto divertente. Si apriva con un impietoso elenco delle cadute di stile più varie all'interno della maggioranza, da Baget Bozzo in giù. Poi ipotizzava un possibile rimedio: ricorrere all'atteggiamento politico proprio della sinistra di governo, il linguaggio dell'"affidabilità ;", le serie dissertazioni sulla conduzione del paese, eccetera. Ma lo scartava, perché portatore di falsità e ipocrisia. E quindi consegnava alla "divina follia" di Berlusconi (un "matto") e dei suoi il merito della sincerità. Fanno cose disdicevoli e imbarazzanti, ma concludono anche delle cose concrete (il breve elenco non era molto convincente, a dir la verità), e soprattutto, sono veri. Non come quei falsi dell'opposizione.

Adesso, contestare il carico di tromboneria e ipocrisia che circola a sinistra, da chi si dice riformista a chi si dice girotondino, non è un impegno cui saprei fare fronte. Ma la pretesa che l'essere "veri" sia un valore indipendente dal merito di questa verità, l'ho sempre trovata una fesseria. Come quelli che ti dicono "sii te stesso": un accidente, e se sei uno stronzo? Essere se stessi è un alibi alle peggiori pigre debolezze, ai più stupidi difetti. Se uno è pirla, il meno che può fare e cercare di non darlo a vedere, altro che sincerità. Se poi fa anche uno sforzo per essere meno pirla, meglio ancora.

Sii un altro.

Non so se vi ricordate Diane Keaton in Manhattan: prima di innamorarsene (l'amore è cieco, come si sa) Woody allen non la sopporta e la sfotte, in particolare per quella sua tendenza ad autogiustificarsi: "Io sono di Philadelphia, io dico quello che penso".

Dire quello che si pensa, non è necessario sempre. Si può anche fare a meno.

18:52 Scritto da: luca.sofri in Business | Link permanente | Commenti (19) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

Commenti

concordo. anch se Ferrara, poveretto, va capito.
con viva tromboneria
Giorgio

Scritto da: null | 09/02/2004

Qui s'è sprecata quest'occasion e. (Luigi Castaldi)

Scritto da: null | 09/02/2004

E poi, osservazione vecchia ma sempre valida, aggiungo che non bisogna dire ciò che si pensa ma pensare ciò che si dice. Comunque io sono un dietrologo inguaribile e credo che dietro l'elogio della spontaneità, della verità come valore assoluto ci sia il riuscito tentativo di demolire la riflessione, il dubbio, la sfumatura, il distinguo. Cioè di quanto più pericoloso per i sistemi autoritari (duri o morbidi che siano).

Scritto da: null | 09/02/2004

Ma ho avuto un dejavu o in questo post hai ripetuto qualcosa che avevi già detto altrove? Io questa storia del "sii un altro" mi ricordo di averla letta da qualche parte su wittgenstein.it

Scritto da: null | 09/02/2004

Io questa cosa dell'essere se stessi considerato ormai un valore in sé la volevo scrivere da anni, para para (e se sei uno stronzo? appunto). Però riferita al Grande Fratello, che prendevo come cartina di tornasole. Invece potevo mirare più alto, vedi un po'.

Scritto da: null | 10/02/2004

veramente era: "io sono di filadelfia, noi crediamo in dio...". a parte questa saputellata, d'accordissimo su tutto.

Scritto da: null | 10/02/2004

Affermo anch'io il diritto a scegliersi altri personaggi, altri destini. Cosa sono questi vincoli, questo feticismo di se stessi? Siamo noi, ma anche altri contemporaneame nte. E tutti legati. Come quando, in aereo, per tranquillizzart i il fatalista ti dice: "Non preoccuparti, tanto, se non è la tua ora..." Già. Ma se è l'ora del plota, per dire?

Scritto da: null | 10/02/2004

Hai perfettamente ragione: quelli che dicono "Sii te stesso" mi fanno girare le scatole. Sono come quelli che ti dicono: "Va dove ti porta il cuore!!".
Anche Thelma e Louise sono andate a finire dove le ha portate il cuore.
Bella fregatura!!!

Scritto da: connubio | 10/02/2004

bravo luca

Scritto da: null | 10/02/2004

L'ostentazione orgogliosa del proprio "essere se stesso" mi pare sia un difetto tipicamente femminile: "Io sono fatta così!! Quello che penso lo dico, sono una persona sincera". Col cavolo. Specialmente sul lavoro un po' di sana diplomazia britannica farebbe molto bene.

Scritto da: null | 10/02/2004

Fa il paio con "accettami per quella che sono" o con il ricatto "amami per come sono, non pretendere di cambiarmi" (sempre di pertinenza femminile, chissà perchè).

Scritto da: null | 10/02/2004

"Accettami per quello che sono" e "amami per come sono, sono fatto così", veramente, io l' ho sempre sentito dire dai maschietti. Saranno le frequentazioni diverse.

Scritto da: null | 11/02/2004

Correzione. Poi, anni dopo questo post, ho verificato che la citazione è molto sintetizzata, rispetto all'originale. Luca S.

Scritto da: Luca | 01/11/2009

veramente era: "io sono di filadelfia, noi crediamo in dio...". a parte questa saputellata, d'accordissimo su tutto.

Scritto da: porno | 27/10/2010

"Va dove ti porta il cuore!!".
Anche Thelma e Louise sono andate a finire dove le ha portate il cuore.
Bella fregatura!!!

Scritto da: uk dress | 26/11/2010

"Va dove ti porta il cuore!!".
Anche Thelma e Louise sono andate a finire dove le ha portate il cuore.
Bella fregatura!!!

Scritto da: uk dress | 26/11/2010

Anche Thelma e Louise sono andate a finire dove le ha portate il cuore.
Bella fregatura!!!...

Scritto da: porno | 02/12/2010

Ma ho avuto un dejavu o in questo post hai ripetuto qualcosa che avevi già detto altrove? Io questa storia del "sii un altro" mi ricordo di averla letta da qualche parte su wittgenstein.it

Scritto da: canlı seks | 20/12/2010

Anche Thelma e Louise sono andate a finire dove le ha portate il cuore.
Bella fregatura!!!...

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Scritto da: canlı sohbet | 03/08/2011

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