I gelati sono buoni ma costano milioni

Ogni volta che si scopre che le cose non stanno come eravamo convinti che fossero, e che le nostre certezze non vanno al di là del primo lampione, è una lezione severa ma proficua. Cose che pensavamo valide per tutti, in realtà sono trascurate o sovvertite appena un po’ più in là. Il relativismo culturale non è tutto da buttare, insomma. Per esempio: tra noialtri ragazzotti gravitanti sulla direttrice Pisa-Tirrenia (viale D’Annunzio-Bigattiera) è sempre stato scontato – ma che dico, proverbiale – che i gelati buoni fossero solo Algida e Sammontana. Anzi, Sammontana più che Algida: chi produceva il granulato all’amarena, di cui il croccante era solo una patetica imitazione? Probabilmente c’entrava anche la Sammontana sta dalle parti di Empoli, se non vado errato. Comunque: la gelateria del corso era vista come tollerabile. Ma Motta e Sanson, per carità: gelati da bar sfigati, da gente incapace di apprezzare la vita, da pensionati di Milano marittima (manco sapevamo dove fosse, Milano Marittima). C’era anche qualcosa che si chiamava Toseroni, straultimo della fila, e forse non esiste nemmeno più. (Haagen Dasz era di là da venire: arrivò prima la moda di dire come erano buoni che i gelati stessi). E un momento! C’era Eldorado, che se non sbaglio se l’è comprato l’Algida: aveva dei veri must, come il Camillino, l’unico gelato al biscotto di vera eleganza.

Beh, poi uno cresce, gira il mondo e scopre cose inimmaginabili: ci sono comunità intere convinte che i gelati Motta siano buonissimi, e citano una cosa che si chiamerebbe Mottarello come una meraviglia. E poi ci sono i fanatici della Coppa del Nonno. Ma non è finita lì: ho saputo persino di gente – stimati professionisti – che conosce le rivendite di gelati Sanson a Milano, e solo presso quelli si reca. Cose da pazzi.

Voi direte: e chissenefrega? E va bene. E poi direte: e come ti è venuta questa fesseria? È che ho letto su Leibniz della classifica dei migliori té freddi di New York. E poi sono alcuni giorni che seguo la sfida serratissima di racconti dalla villeggiatura toscana di EmmeBi e Giovani Tromboni. Qualcuno ha anche parlato male del Magnum, in questi giorni, ma non mi ricordo dove e poi non mi occupo di questi fenomeni commerciali. E insomma, mi è venuta in mente questa cosa dei gelati (non sono solo, però). Raccolgo volentieri ulteriori opinioni, intanto che studio questo forum sul tema.

(p.s. ieri sera per accidente ho visto The Bachelor: pensavo di scriverne, ma sono amico del produttore)

I gelati sono buoni ma costano milioniultima modifica: 2003-07-04T00:23:49+02:00da luca.sofri
Reposta per primo quest’articolo

24 pensieri su “I gelati sono buoni ma costano milioni

  1. caro luca, io non sono amico del produttore e quindi ne scrivo: ma com’è che una trasmissione intitolata “the bachelor” ovvero “il baccelliere” (nel senso accademico, diventa “l’uomo dei sogni”? e poi è brutto…e poi tutte responsabili di qualcosa, non una casalinga, non una operaia, tutte dirigenti fighe…più finto di così c’è solo il seno di anna falchi…ciao luca

  2. Invece il tuo post è magnifico ! Grazie… (dei magnum scadenti si parlava da Lupus…) Ma perchè Luca non si può contattare qualche capo di queste case per far tornare i miti… (Camillino e Croccante ciocc.), non capisco… è anche interesse loro… chissà quanto venderebbero… almeno io andrei a casse…. (mi venne anche l’allergia da Camillino…. e poi costava pochissimo… è vero…). Bello poi il baretto al tramonto con Eagles… saluti a tutti lì, Daria & pups… Forza! Ti sento ispiratissimo.. . sarà il mare ? …. Luca

  3. Il mio intervento per segnalare due marche di gelato: la prima è la LIGA : gelati livornesi artigianali dal gusto e dalla grafica vintage: i gelati prodotti erano solo pinguino , ghiaccioli, granita e un cono. Scomparsi fine anni ’70. I bagni Pancaldi da allora non sono più gli stessi.
    Stessa epoca poi i Gelati Toseroni , praticamente introvabili (dalle parti di Pieve Pelago c’era un barrino che li teneva): sono stati i primi a fare dei gelati, per così dire, creativi con forme e colori strani e diversi dal solito.

  4. ah,adesso ho capito!
    avevo scritto press’a poco questo:
    sono di Pisa anch’io e posso capire che cosa provi quando ripensi alla tua giovinezza passata tra Pisa e Tirrenia.
    Vorrei però che tu davvero commentassi quella bella trasmissione che è “l’uomo dei sogni” e che tu mi spiegassi,visto che conosci il produttore,come può una persona “normale” decidere di punto in bianco di andare a fare le selezioni per partecipare ad una cosa del genere.Non è tutto finto?
    Ti prego,un bel commento crudo “alla pisana”.
    Dai,bello dissacrante!!
    Ti consiglio un altro bel programmino da vedere,quello della Clerici,con le coppie che si vogliono sposare.
    ………la concorrenza della Rai è davvero spietata!!
    Per finire…….ti prego…….ora che non hai più Ferrara alle calcagna…..un commento sull’ultima battuta di spirito di Berlusconi!
    mi chiamo Chiara

  5. Anche se non ti occupi di certi fenomeni commerciali, tu sei riuscito ad assaggiare una delle Tentazioni della Magnum? Perchè io no, non le trovo da nessuna parte. E intanto sogno quello al cioccolato ricoperto di cioccolato bianco – dev’essere “Gola”, se non sbaglio. p.s. comunque le mie estati adolescenti sono trascorse con il Baby al caffè della Smmontana.

  6. credo che parlare di gelati confezionati e non citare il Cornetto Algida, quello classico da 75 grammi sia come parlare della storia del calcio ignorando il Brasile. La nocciola, la crosticina di cioccolato, probabilmente ottenuto da grassi vegetali perniciosissimi eppure squisitissimi, la panna non trppo soffice nè troppo sostenuta, la cialda, il culino finale intinto nella cioccolata ! Perfezione. Ora mi controllo, ma anni fa ero cresciuto DECINE di kg a forza di trangugiare cornetti. L’Algida mi dovrebbe una pensione integrativa, con quello che ho fatto per loro. En passant, un breve ricordo per il Cookie Snack ( da far sciogliere un pò, prima di addentarlo) e per il Blob, cornetto più economico di ben 100 lire e non indecente.

  7. Ieri in un’area di servizio ho provato uno dei Magnum settevizi. Non ricordo come si chiamasse (Pigrizia?), ma era quello con un chilo di caramello tra due strati di cioccolato. Mangiandolo, ho pensato che l’Algida avesse delle rimanenze da eliminare. A proposito di gelato industriale overdressed è interessante anche la linea Patisserie della Carte d’Or. Ho provato caffè+tiramisù+ granidicaffèliqu oroso+ondedicioc colato e cremadilimone+m eringa+deliziepa sticcione+ondedi cioccolato. Approvato dall’Associazi one Italiana Medici Dietologi.
    maxcar

  8. ……..comunqu e ha ragione anonimo,scrivi un pò malino.
    Non so se vuoi fare nuove esperienze di scrittura…… tipo futurista…..m agari sono io,povera piccola ignorantella,a non capire la tua “arte”.

    Una cosa:se non rispondi ai commenti,che gusto c’è a commentarti!!?? ?
    Mi sembra di parlare al muro.
    Oppure alla rete,che è così fredda e insensibile,e anche un pò virtuale.
    So che oggi è Sabato e come tutti gli impiegati “statali”( o meglio “governativi” ?)non lavori……ma almeno Lunedì dicci qualcosa!

  9. i gelati sammontana sono i piu’ boni!Il croccantino 5 stelle poi lo e’ anche di piu’!Inoltre e’ l’unica produttrice di gelati a non essere in mano a la Nestle’,la quale ricevette un secco no 2 anni fa’ dai sig.Bagnoli titolari da sempre della Sammontana il quale padre ha iniziato l’ attivita’ con una piccola gelateria in centro nella cittadina di Empoli.Il nome Sammontana deriva da una localita’ qui della zona,da dove inoltre si produce un vino ottimo.Grazie e a presto

  10. Ach .. dimenticavo, non posso non segnalare la DAI-DAI -cassatina e mattonella – gelato artigianale from Castiglioncello (non voglio tirare acqua al mio campanile, magari la prossima volta parliamo di cioccolato cosi si potranno citare tavolette conservative della Rotta o svizzeri dei Miracoli). Distribuito nei bar della costa labronica, un po’ in giro per la Toscana e dove meno te l’aspetti – io lo trovai in un ristorante chiccoso sulla Bowery. Avvertenze: la cassatina alla panna provoca assefuazione.

  11. ok vada per la Sammontana, pero’ negli anni 70 qui in Lombardia era sconosciuta, il must di quegli anni (forse anche prima) era il mitico
    gelato alla banana dei “Gelati Cugini Steffan” si trovava in poche bettole
    era fatto non so con quanti coloranti, aveva la forma curva della banana
    e costava esattamente lire 35, un altro gelato industriale per noi bambini
    era la “coppa dei piccoli” della Motta ma era nettamente piu’ caro perche’
    costava L. 60 contro il gelato artigianale che si vendeva in coni da L.30 e
    per i piu’ grandi L.50, forse pero’ questo e’ un ricordo degli anni ’60.

  12. Mi manca il gelato a biscotto Gemini della Besana era eccezzionale, c’era anche il Cuore una specie di Magnum e il trifoglio un enorme pinguino. E’ un vero peccato che Besana, Toseroni, Eldorado, non esistono più mangiati dalla Sagit – Unilever (algida), e ora i gelati non snno più di niente, ma li fanno col sapone???

Lascia un commento