Aggiornamenti

Metto insieme alcune integrazioni a cose di cui ho scritto qui nei giorni scorsi, a proposito di sviluppi successivi. Primo: Ian Duncan Smith. Nei giorni successivi all’uscita dell’Economist che chiedeva con argomenti e certezze l’allontanamento di Ian Duncan Smith dal posto di leader del partito conservatore inglese, la stessa richiesta è stata avanzata con forza da molti autorevoli membri del … Continua a leggere

Da dove

Provo a riassumere una discussione di questi giorni, cercando di fare attenzione perché alcuni dei testi più interessanti non sono online (vengono da Repubblica). La questione non è nuova, e in molti ce l’abbiamo in testa da tempo. Ma il dibattito l’ha aperto approfonditamente Francesco Merlo su Repubblica, sostenendo che i nuovi brigatisti non hanno niente a che fare – … Continua a leggere

Ognuno ha la sua croce

La questione del crocefisso, intanto per cominciare, non è così nuova e inattesa. Non è che a ciel sereno un cretinetto di giudice dell’Aquila ha fatto cadere il cielo addosso a un idilliaco e secolare equilibrio. Il crocefisso a scuola, è una discussione che è riapparsa negli stessi termini più e più volte, soprattutto negli ultimi anni, e ogni volta … Continua a leggere

How does it feel?

Un lettore di Quattroeunquarto chiede che si riprenda il discorso su Rolling Stone italiano, ora che è uscito. Ha ragione, in effetti. È che a ripetere le stesse cose ti senti noioso, anche se le hai ripetute in contesti diversi e di fronte a persone diverse, e alla fine cerchi di usare argomenti differenti la volta che scrivi su un … Continua a leggere

Tra due guanciali

Non rinnoverò qui la querelle tra Mac e PC, in cui si sa da che parte sto. Questo è un testo di servizio. Anzi, riprende un testo di servizio, pubblicato venerdì sul Wall Street Journal. Lo firma Walter Mossberg, esperto opinionista che si occupa di tecnologie, e non è un militante intransigente né dell’una né dell’altra fazione. Però il suo … Continua a leggere

Del fare giornalismo politico

So che la leadership del partito conservatore britannico non è esattamente un argomento che accende l’eccitazione dei lettori, ma lo uso brevemente come esempio di giornalismo che trovo affascinante e raro. Il giornale è l’Economist, settimanale che da qualche tempo è assurto a una certa notorietà popolare anche in Italia per via delle posizioni forti contro il nostro capo del … Continua a leggere

Island of lost souls

Dunque, L’isola dei famosi venerdì ha fatto più del 23% di share, malgrado la puntata fosse più debole della precedente, che aveva fatto qualcosa meno. Tranquilli, non starò a commentare ancora le performances linguistiche di Simona Ventura o Maria Teresa Ruta, né a rinnovare la mia solidarietà a quella persona ammodìno che pare essere la moglie di Pappalardo (ma questo … Continua a leggere

A complete unknown

L’annunciata uscita prossima ventura della versione italiana di Rolling Stone è piuttosto interessante, Lo è per i soliti motivi per cui un nuovo giornale è interessante, ma anche per la condizione pareticolare del Rolling Stone originale, quello americano, che conta già altre versione internazionali. A differenza della versione italiana di Vanity Fair (che mi pare, al terzo numero, migliore che … Continua a leggere

Una battaglia difficile

Il moralismo sul livello dei periodici "maschili" italiani è diventato noioso quanto il livello stesso, ormai. Soprattutto dopo il famoso intervento di Selvaggia Lucarelli a proposito di For Men Magazine, che ha chiuso la discussione, direi. Possiamo occuparci d’altro. Il buon Michele Serra però ha una riubrica al giorno da riempire, e giustamente non butta via niente. Ieri ha scritto … Continua a leggere