Del fare giornalismo politico

So che la leadership del partito conservatore britannico non è esattamente un argomento che accende l’eccitazione dei lettori, ma lo uso brevemente come esempio di giornalismo che trovo affascinante e raro.

Il giornale è l’Economist, settimanale che da qualche tempo è assurto a una certa notorietà popolare anche in Italia per via delle posizioni forti contro il nostro capo del governo. Condivise o no quelle opinioni, fa impressione vedere un giornale "indipendente" ma anche importante, serio, molto letto – non un battagliero giornale di militanza – prendere posizioni così forti su questioni così delicate e piene di implicazioni come la premiership di un paese europeo.

Beh, non si può dire che l’Economist si tiri indietro, su questo, né che la faccia facile attaccando i leader dei paesi altrui. Questa settimana uno degli articoli della sezione di politica interna riguarda Ian Duncan Smith, leader dei tories che da tempo non pare molto in grado di riportare il partito su posizioni elettoralmente competitive con il labour. L’articolo è intitolato "Finale di partita", intanto, e il sommario dice: "la guerra civile del partito tory può avere un solo esito: la testa del suo leader". Inutile stare a riassumere il testo. Guardate che stiamo parlando del più importante newsmagazine inglese, che si chiama Economist e storicamente – benché profondamente libertario: per esempio sui diritti civili, o sul consumo di droghe leggere – politicamente non è certo un giornale di sinistra. E – lo scrivo ancora pensando all’Italia – il giudizio su Ian Duncan Smith non ha niente di personale né acrimonioso e resta del tutto rispettoso della sua persona.

Comunque, non è finita qui: la dimostrazione definitiva della libertà e della spregiudicatezza dell’Economist, e dei pochi giri di parole, sta nel suo editoriale, ancora su Ian Duncan Smith, di cui copio l’attacco (purtroppo è online solo per gli abbonati). Lì’editoriale si intitola "Dead man walking", sommario: "Con l’attuale leader, il partito conservatore è bollato. Ne trovi un altro".

"Ian Duncan Smith ha il sostegno di una larga maggioranza dei deputati a Westminster. Sfortunatamente per il leader del partito conservatore, però, quelli che vogliono che rimanga al suo posto sono tutti sui banchi dei labouristi. Il governo labourista non ha la fiducia né il sostegno del paese, ma non teme di venir punito dal voto. Il primo ministro, Tony Blair, guarda Duncan Smith e ringrazia il cielo della fortuna che gli è capitata. Lo stesso i Democratici Liberali (l’altro partito conservatore, ndr)".

Adesso pensate a un giornale italiano , capace al tempo stesso di imparzialità e di giudizi così severi e così strettamente politici.

Del fare giornalismo politicoultima modifica: 2003-10-24T21:07:55+02:00da luca.sofri
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento