Ognuno ha la sua croce

La questione del crocefisso, intanto per cominciare, non è così nuova e inattesa. Non è che a ciel sereno un cretinetto di giudice dell’Aquila ha fatto cadere il cielo addosso a un idilliaco e secolare equilibrio. Il crocefisso a scuola, è una discussione che è riapparsa negli stessi termini più e più volte, soprattutto negli ultimi anni, e ogni volta perduta senza uno sviluppo o una crescita sensati, senza che si fosse messo qualche punto fermo. Naturale che a un certo punto il nodo sia venuto al pettine, dopo che tutti quelli che si attaccano alle tende oggi avevano evitato di scioglierlo.

Succede sempre così, che perché le questioni vengano affrontate, bisogna che la situazione precipiti finio a rendere ineludibile che le si affronti. E anche così, staremo a vedere.

Quanto al merito, io la penso semplicemente: penso che il crocefisso sia nelle nostre scuole – e ospedali, e tribunali, eccetera – per consuetudine. Questo significa due cose: uno, che quindi non c’è nessun motivo valido perché ci stia; due, che in assenza di motivo valido per toglierlo, non c’è motivo di sovvertire una così diffusa e familiare consuetudine.

Il punto è se la sensibilità di Adel Smith o di altri come lui rappresenti un motivo valido. Il mio parere personale è che il fastidio per il crocefisso che culmina in una denuncia sia molto più fanatico e ingiustificato dell’imposizione del crocefisso. In Italia – con la Chiesa – il problema non è il crocefisso: magari. Guardate lo scandalo che ha sollevato questa storietta, e confrontatelo con la leggerezza con cui è passata la questione voto sul divorzio rapido. Come al solito, come con Tony Renis, c’è una grande capacità di indignarsi sulle stronzate.

Comunque, ho articolato un po’ bruscamente i miei pensieri, perché condivido molto di quelli di Filippo Facci, e metà di quelli di Giuliano Ferrara: che dice che può darsi che vada bene così – lui non ne è convinto, io sì – ma quel che conta è pensarci, prima. E non lasciare tutto in mano a un giudice che ha fatto il suo lavoro seguendo la legge.

Altre buone ragioni sono contenute nelle considerazioni di Uiallallà, in quelle di Cèline, e di Lebowsky.

Ognuno ha la sua croceultima modifica: 2003-10-28T15:57:45+01:00da luca.sofri
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4 pensieri su “Ognuno ha la sua croce

  1. Come sempre non capite un cazzo. Fate pena, per giunta non vi ricordate cosa avete fatto fino ad oggi, con la compiacenza della chiesa. ovvero siete cresciuti e poi diventuti catto-comunisti , gloriandovi di tutto un po. nebbie celebrali date dal nebbiolo, d’antica memoria. sempre i soliti gusti. ora vi scandalizzate che l’arabo, da voi sempre difeso oggi voglia e faccia togliere il nostro passato e l’identità. Se, la mia memoria non mi tradisce codesto arabo la guardia dek corpo, prima di abbracciare la fede musulmana siano stati cattolici, sono italiani di nascita da genitori italianissimi, cristiano cattolici. I più pericolosi, i convertiti. pericolosi perchè desiderosi di rivalsa, qualsiasi sia, verso il simbolo o la società che li respinse. E se non mi sbaglio furono pure attivisti politici, comunisti, e non di secondo piano. la guardia del corpo di tale Adel Smith è stato pure carcerato per associazione eversiva, vedi b.r.! a tutto ciò che dire. faccio una proposta: perchè non vi trasferite in blocco da Putin chi crede, o da Arafat chi vuole. ci auto tassiamo le pensioni già ora, noi che non la vedremo mai, per non vedere e sentire più voi, anche questo l’italiano, vero, è disposto a sopportare. sotto sotto gratta gratta esce sempre il cattolico anche se la striscia del gratta e vinci è rossa. forse più di quella nera. “LO STELLONE SIA SEMPRE CON VOI”

  2. secondo me da pochi osservatori e commentatori è stato fatto notare che l’ordinanza in se è ineccepibile e costituzionalme nte valida.
    l’invio poi, da parte del ministero, degli ispettori a l’Aquila è un atto che dimostra l’arroganza e soprattutto l’ignoranza nei confronti della legge da parte di questo governo.
    saluti
    gabriele

  3. ci voleva la sentenza dell’Aquila per muovere la novella crociata! il primo
    a levare lo scudo in difesa di una “legge dello stato” è stato
    nientedimenoche il segretario dei vescovi, monsignor Betori e con lui, sulla spinosa questione, ecco mobilitata, giù a cascata, una variegata “armata brancaleone” – l’amato simbolo, seppure grazie all’evidente intercessione divina, è riuscito a coagulare e compattare, in un corale grido di dolore, signori e vassalli, barbari e illuminati, destra e manca, pensiero assente/incerto /debole/medio e forte – ma un simbolo, seppure potente, seppure fissato con saldo chiodo, non potrà mai riuscire a sostenere nè scuole, nè tribunali, nè chiese..e meno che mai coscienze – tuttavia, se non crea ulteriori problemi, può restare dov’è! saluti, gabryella

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