Massì

Gianluca Neri, coinventore di Clarence, poi venditore di Clarence e quindi da poco traslocato dal suo vecchio blog GnuEconomy sul suo nuovo blog Macchianera, ha un uzzolo, da tempo.

Da quando lavorava a Cuore gli gira per le mani questa lista dei massoni italiani, ventiseimila nomi: "Era il 1998, se ben ricordo, e l’esperienza del giornale stava volgendo al termine: la divulgazione degli elenchi tramite un inserto a parte risultò allora troppo dispendiosa, e si fermò al terzo fascicolo". Insomma, Neri si è chiesto se ci fosse qualcosa di male a pubblicare quei nomi, che fino a prova contraria non fanno niente per cui la loro rivelazione debba essere disdicevole. Forse c’è comunque una violazione della privacy? Come se io pubblicassi i nomi di tutti quelli che tifano per il Toro, o abitano in Corso Sempione? Boh, forse.

Ma siccome la segretezza e il mistero che avvolgono le cose della massoneria (una cosa da rimbambiti, secondo me: nel migliore dei casi) sono una questione che andrebbe sciolta e resa normale, forse Neri fa bene ad affrontarla così.

Massìultima modifica: 2004-02-06T12:57:34+01:00da luca.sofri
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10 pensieri su “Massì

  1. Caro Luca perdonami, ma visto che solo qui ti posso appioppare il commento su ‘a che punto siamo’, benché non abbia trovato l’articolo, e visto che la cosa mi appassiona eccolo:

    Risposta alla risposta di Christian Rocca a Luca Sofri su a che punto siamo

    (con le premesse: 1, che sono molto meno informato di Rocca e Sofri; 2, che sono abbastanza blairista da potermi appassionare più alla logica della discussione, che al tentativo di far fuori Blair. Quanto invece a Bush…)
    WMD. Le armi di distruzione di massa sono andate in Siria. Allora che si fa, si attacca? Avere un programma di riarmo non significa averlo portato a termine. Diventare più pericolosi non significa essere più pericolosi. La violazione sulle armi convenzionali mi pare fosse una vecchia faccenda. Tutta questa roba non spiega affatto perché si dovesse attaccare ora, e perché il lavoro degli ispettori ONU dovesse considerarsi concluso con un fallimento.
    Il rapporto Hutton. Dovrei leggere il rapporto, e non ne ho voglia. Non ho difficoltà a dire che Blair non ha mentito. Blair non ha esagerato la minaccia irachena. Ciò non dimostra che quella minaccia fosse esagerata. Ci sono le commissioni d’inchiesta, aspettiamo. Mi basta che la questione non venga giudicata esaurita sulla base del rapporto Hutton (che infatti non doveva giudicare di questo). Quando Sofri scrive che c’è una seconda cosa, ha ragione, indipendentemen te da quel che si desidera che sia.
    La BBC, e i giornalisti. Rocca non riprende il punto. C’è accordo sulla cialtroneria di Gilligan, presumo.
    L’intelligence sulle WMD. Qui il punto più controverso riguarda il lavoro degli ispettori ONU, poiché è chiaro che se costoro avevano capito benissimo la situazione, non è che l’intelligence USA e GB ci facciano una gran figura. Rocca replica citando i punti del rapporto Blix che lasciavano presumere, in assenza di spiegazioni, che le armi ci fossero. E qui mi pare che Rocca abbia il torto maggiore. Dinanzi all’opinione pubblica mondiale il rapporto Blix e in generale il lavoro degli ispettori fu presentato come inutile, non all’altezza della situazione, dal momento che l’intelligence disponeva invece di informazioni pressoché certe sulle WMD. E questo non è stato scorretto, ma gravemente scorretto. Mentre Blix ei suoi facevano meglio dell’intelligen ce, nella sostanza i governi dicevano – mi pare di ricordare – esattamente il contrario. Nessuno ha mai detto, inoltre: attacchiamo sulla base di “forti indicazioni” e di una “mancanza di spiegazioni”. Il punto non è se gli ispettori sapessero se c’erano o no le WMD, ma se l’intelligence ne sapesse di più degli ispettori, e se oggi Mosley spiega che la CIA non avrebbe potuto essere più precisa, perché questa latitudinarietà delle sue informazioni non è stata chiaramente mostrata all’opinione pubblica al momento della decisione (e forse a Powell stesso)?
    Le responsabilità inevitabili di Bush e Blair. Rocca replica a Sofri ricordando che la visione del’Iraq alla base della guerra è stata messa in piedi da Clinton, e che dunque le responsabilità – par di capire, non gravano, o non gravano soltanto su Bush (e Blair). Bene: e con ciò? Non è mica Clinton l’attuale presidente. Il punto è che gravano anche su Bush. Sofri ha ragione di ricordare che vi sono responsabilità oggettive, in politica, non solo per ciò che è stato fatto da altri sotto la propria guida politica, ma anche (parzialmente) da quello che è stato fatto prima. Non essere interamente responsabili non vuol dire non essere affatto responsabili. (Non mi dilungo in esempi, ma tengo alla cosa visto che abbiamo un governo che adduce ignominiosament e un simile argomento per ogni problema che incontra nella sua azione)
    Le ragioni della guerra. Una scelta giusta per la ragione sbagliata Qui Rocca e Sofri sono d’accordo che le ragioni per la guerra erano tre (regime change, terrorismo, WMD). Le prime due bastavano, si è puntato sulla terza. Rocca giustifica l’errore asserendo che quella ragione era più facile da vendere. Tutti quelli che vorrebbero decidere sulla base di giuste ragioni rimangono un po’ delusi, anche perché subito dopo rimprovera a Kerry e ai democratici di non avere più nelle loro corde “l’ideologia della lotta democratica e antifascista” (cioè le prime due ragioni). Rimprovero sensato, ma un po’ meno se ammetti che Bush stesso trovava necessario mettere innanzi una ragione sbagliata. In ogni caso, il punto non mi pare sia chi vuole la guerra antifascista e chi no. O almeno, io sono disposto a dire che è stata una guerra antifascista, ma non a concedere che dunque erano giusti i tempi e i modi della sua decisione. Non concedo il principio: dinanzi ad una guerra antifascista sono sempre giusti i tempi e i modi. E ha ragione Sofri nel dire che sui tempi e modi è ancora presto per dire.
    Il dopoguerra. Qui siamo al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. O forse no, resta che però Rocca non risponde davvero alla preoccupazione di Sofri. Perché la domanda (a cui non si può ancora dare risposta) non è se ora si sta meglio di prima, ma se si stanno gettando solide basi perché l’Iraq stia meglio di prima. Se domani scoppiasse una guerra nteretnica con milioni di morti 8faccio per dire), non sarebe consolante sapere che per 5 mesi sono stati meglio di prima (ma con ciò voglio dire neppure che Saddam Hussein sarebbe stato meglio di una uerra civile, bensì semplicemente che è presto per dire).
    L’ONU. Rocca se la cava con una battuta. Ma Sofri avrebbe fatto meglio a sollevare sul punto la non trascurabile questione del diritto internazionale. Perché chiunque vuol fare una guerra democratica e antifascista non può non volere una legalità internazionale. Può persino buttare via la vecchia. Ma a patto di farci vedere quella nuova. E Bush non ce l’ha fatta ancora vedere

  2. personalmente non nutro nessuna simpatie per massoni, logge e societa` segrete, ma e` ingobile che si pubblichino liste di privati cittadini solo per dire “essi sono massoni”. Neri non ha autorita` e nessun diritto per far quello. Delirio giustizialista?

  3. Poichè nell’operazion e di neri si da per scontato che questi nel migliore dei csai siano persone che sono lì per avere qualche favore o fare qualche intrallazzo, lo scopo dell’operazion e è semplicemente quello di “sputtanarli” . Ma se non c’è nulla di male perchè non pubblicare l’elenco dei segnalati in prefettura come tossicodipenden ti anche se sono stati beccati con una canna. O l’elenco degli ebrei della mia provincia! ( d’altronde il complotto era demo-plut-giuda ico massonico), non c’è mica nulla di male a essere ebrei e a rivelarlo al pubblico in un elenco con città data di nascita e residenza e professione.
    La cosa che mi fa più incazzare è che la maggior parte di questi che stanno avendo un orgasmo a leggere questa lista erano gli stessi che ( giustamente ) si indignarono quando vittori feltri pubblicò una lista di pedofili condannati. ( lista pubblica perché condannati dopo un pubblico processo ). Questurini.

  4. ma perchè tanta circospezione e ipocrisia ? perche paragoni (nei commenti di macchianera e non solo) così palesemente impropri con gli iscritti ai DS o i tifosi del Toro ? La massoneria ha una evidente connotazione poco pulita. Aiutamoci fra confratelli, in barba a leggi e democrazia. Anche senza arrivare ai fini eversivi, che pure non mi paiono estranei a quel mondo (la storia italiana sarebe stata la stessa senza massoneria ?), comunque è una sorta di mafietta dove, come notava un postatore su macchianera, non risultano metalmeccanici (per esempio). Perchè uno si abbassa a certe cose, a certi riti, a certi ambienti se non per trarne inconfessabilme nte un vantaggio altrimenti non conseguibile ? Perchè i contuncazzo della vita non entrano in quei giri ? quota d’iscrizione troppo elevata ? Scusate, ma in questo Paese non faremo mai un passo avanti se continuiamo a non dire le cose per quello che sono. Andarci piano con la massoneria, distinguere, fare confronti impropri mi sembra un pò come quando si parla di evasione fiscale, che guai a dire, a sospettare, che bisogna essere equilibrati e non sparare nel mucchio e intanto le stesse categorie sociali evadono miliardi di euro da decenni. Ecco, con la massoneria mi pare si sia adottato un eccesso di prudenza della stessa natura.

  5. Sai, io ridacchio di chi la sera non ha meglio da fare che indossare cappuccio grembiule e giocare con compasso e cazzuola. Peraltro lavoro in un ambiente dove i “grembiulini” sono ben presenti, e tutti ‘sti privilegi loro riservati dall’appartene nza alla congrega non mi paiono eclatanti (vestirsi da pagliaccio ecc. per un eventuale avanzamento di carriera? un baratto sfavorevole, alla fin fine). Certo la segretezza è, qui da noi, un’anomalia (e poi, come tutti, anche questo segreto è “non così segreto”). La pubblicazione via web, comunque, un (lieve) sopruso. – Racconto questa, divertente: un dirigente dell’associazi one per cui lavoro, invitato (con ‘ste procedure da caccia al tesoro) ad aderire, nell’imbarazzo di giustificare il suo no rispose “non posso, sono già dell’Opus Dei” e la giustificazione venne accolta con riverito rispetto. Buone cose, Beppe Giuliano

  6. Aria fritta e rifritta. C’è sempre stata una certa curiosità sulla massoneria e i loro iscritti, ben prima del caso P2.
    Evidentemente Neri, intravede qualcosa di grosso e oscuro nella massoneria italiana, tipo un gran consiglio che decide le sorti di noi poveri cittadini comuni, che stabiliscono chi deve governare e magari chi vincere lo scudetto.
    Forse dimentica Neri, che questo Paese se è diventato unito lo deve proprio a dei “cospiratori” e cioé ai Carbonari: avete presente Mazzini???

  7. Luca Sofri ha scritto su Macchia nera: «L’altra cosa, è che ho un presuntuoso sdegno stilistico nei confronti di gente che si iscrive a un circolino con i cerimoniali e i simboli e le solennità, nel 2004. Lo trovo ridicolo, e da poveracci. Le persone normali e sensate non si mettono i cappuccetti. E se gridano alla persecuzione per nascondere il loro imbarazzo di portare i cappuccetti, mi ricordano il buon Filippo Facci quando fa una questione di diritti umani del suo non saper smettere di ciucciare una cannuccetta di carta moscia. Mollate i cappuccetti, smettete di fumare, e poi parliamo».

    Effettivamente è anacronistico indossare strani vestimenti, e capisco quanto sia difficile da comprendere per chi vive nei flutti della cronaca, e finisce talvolta per annegarvi. Vi sono parecchie istituzioni anacronistiche. Alcune sono nate prima dello stato italiano, altre durano persino da un paio di millenni, mentre i minuscoli Napoleoni, trascinati dalla corrente, scompaiono in breve.

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