Dialettica

Tra gli abusi linguistici che meno sopporto ci sono questi due.

Uno è l’abuso della parola “pregiudizio” al posto di “giudizio”. Per esempio, io vado in un ristorante, mangio male, e la prossima volta che me lo propongono dico che non ci vado neanche morto. E quelli mi dicono che ho un pregiudizio. Oppure: leggo le menate retoriche dei fumatori che si sentono perseguitati, o constato i ridicoli cerimoniali della massoneria, e qualcuno dice: pregiudizi!

Postgiudizi.

L’altro è quando qualcuno non capisce il meccanismo del paragone. Le cose che si paragonano, non sono uguali: altrimenti sarebbe un’uguaglianza, non un paragone. Se io dico che i tuoi baffi somigliano a quelli di Hitler, tu non dovresti sbottare in “Ah, che offesa! Mi paragoni a Hitler”. Se io dico che alcuni atteggiamenti nei confronti della magistratura nell’Italia presente ricordano quelli visti sotto il fascismo, non ha senso rispondere “Questo è un governo fascista”. Altrimenti varrebbe anche se dicessi che oggi i treni arrivano puntuali, come quando c’era lui.

La testata di questa pagina è arancione, come l’Olanda di Cruyff (commento: Sofri si è montato la testa, crede di essere Cruyff).

Due rispostine: una è per il saputello Michele, la cui citazione di Manhattan è corretta, ma non nega la mia. L’altra è che certo, l’avevo già scritta la cosa dell’essere se stessi: quasi tutto quello che scrivo l’ho già scritto, o l’ha già scritto qualcun altro.

Dialetticaultima modifica: 2004-02-10T17:54:49+01:00da luca.sofri
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11 pensieri su “Dialettica

  1. Sono turbato. Troppe volte, e questa più delle altre, mi ritrovo a concordare con l’illustre titolare del blog. Cosa sarà ? Percorsi formativi simili ? Identità generazionali (anche se io sono un pò più vecchio)? Neuroni somiglianti ? Il mio primo innamoramento omo ? Aiuto.

  2. se tutto quello che scrivi l’hai già scritto o l’ha scritto qualcun altro, spero davvero che non ti paghino!!! :o) (io ti avrei pagato giusto la telefonata al provider anche x un post originale… non sei un po’ troppo polemico dimenticando le tue travi e concentrandoti sulle pagliuzze? E poi… in quanto ai paragoni.. due comportamenti umani identici non esistono. Usare come termine di paragone Hitler (di cui non hai esperienza diretta) o la nazionale olandese (idem) o il governo fascista (e tre) non dovrebbe essere alla portata di chi vuol fare un paragone sereno.
    Io non posso giudicarti perchè non ti conosco, non ho pregiudizi nei tuoi confronti.. e quindi non posso paragonarti. Ma non riesco proprio a condividere una sillaba di quello che dici come fosse oro colato… (una simpatia “a pelle…” capita.. la mia nei tuoi confronti sarà un’antipatia “a pixel”??

  3. Comincio ad avere qualche idea su cosa significhi loggarsi, ma ancora non l’ho fatto e quindi risulto anonimo anche questa terza volta. Ma giuro che prima o poi vincerò la pigrizia. Se non disturba userò stavolta il nomignolo di Moby Dick, quella cosa che stava nel profondo e ogni tanto emergeva e costringeva il capitano noto ai più a riflettere sulle cose profonde, cose che spesso rompono sommamente i coglioni, ma darebbero la possibilità di emozionarsi in modo meno fugace e fittizio, se si imparasse finalmente distinguere tra cose serie e cose seriose. Azz che premessa, parto male davvero. Da una persona intelligente l’ultima cosa che si vorrebbe sarebbe vederla in qualche occasione rifugiarsi nell’ars retorica. La distinzione tra uguaglianza e paragone mi pare un po’ di questa familiarità. Ma siccome non sto alla ricerca di una cosa che tu possa dire per dichiararmi dalla tua parte o contro la tua parte, né per fare dichiarazioni d’amore o di odio, ma vorrei liberamente interagire con la tua intelligenza, spero che il mio pre-giudizio non costituisca motivo di fastidio. Non credo esistano “giudizi”. Ogni giudizio è un “pre”-giudizi o per il fatto che giudichiamo ogni cosa, anche la più nuova e sconosciuta, sulla base di ciò che costituisce la nostra esperienza rielaborata in precedenza, la quale preesiste. Poi potremo dare pre-giudizi di qualcosa sapendola mettere in discussione, o abbarbicandoci a essa, alla nostra Gestalt, in modo più o meno autoreferenzial e. Quanto ai cerimoniali massonici, la stragrande maggioranza di chi li vuole giudicare ne sa poco o nulla. La Massoneria agisce un piano rituale e simbolico. Questo lo “sanno” tutti, ma cosa significa questo “sapere”? Vorrei far notare che questo riguarda molto la natura umana. Già un bambino di pochi mesi comincia a interagire con le persone e l’ambiente creando le cosiddette “routine”, ossia “ritualizza” le abitudini della giornata caricandole di valore simbolico e la cosa attraversa la totalità della sua sfera psichica e somatica, perché la specie umana è fatta così, nelle sue grandi imprese e nei suoi grandi amori, come nelle sue immense cadute. Quasi metà della nostra vita la passiamo sognando e nel sogno agiamo la dimensione simbolica, perché la nostra natura ci induce a farlo. Le culture, la società, l’arte, i linguaggi ritualizzano le proprie routine e usano i simboli per non sbriciolarsi attimo per attimo nell’assenza di codici relazionali con gli altri e con se stessi. Se le persone sapessero davvero cosa significa portare i guanti bianchi, o un grembiule, o riflettere su una squadra e su un compasso, o sulla percussione di martello e scalpello sulla pietra grezza, non troverebbero forse la cosa così ridicola e puerile. Ma di ciò si hanno nozioni estremamente becere e condizionate da crociate mediatiche tipo quelle “quotidiane” di Sgarbi nei suoi tempi “migliori”. Forse che la tenuta da neo-laureato, la toga di un magistrato, gli abiti talari, il camice di un medico scandalizzano? Forse che la Giustizia che tiene in mano la spada e la bilancia suscita l’ilarità di qualcuno? E nei cortei, girotondi e manifestazioni varie quanti sono i “travestimenti ” che ci vediamo intorno? I look? le sciarpine, le magliettine, le barbe, i baffi, i capelli alla rasta, gli anellini, i tatuaggi, i cori in rima, le danze, e gli autodafè di bandiere e pupazzi? E nel tifo sportivo? E nelle convention aziendali? E nelle beauty-farm con guru incorporato (ridateci Antonio Albanese!)? E nei corsi di analisi transazionale o apprendimento veloce? Quanto al cappuccio… la Massoneria non l’ha chiesto lei di rifugiarsi nella clandestinità, ma in Italia ha partecipato al Risorgimento, ha avuto per nemico il fascismo e da secoli è invisa al potere politico della chiesa perché è molto più “cristiana” di lei, essendo aperta a tutte le confessioni religiose perché universalistica e da tempi molto meno sospetti di quanto non sia stato per certe prese di posizione papali recenti e “infallibili” . E’ stata cacciata e costretta nella clandestinità, scomunicata pure, anche se la cosa è teologicamente controversa. Ma c’è un altro aspetto. E’ ovvio che la sua prassi “segreta” (vorrei ricordare che la radice viene da “secretum” che non significa solo tenuto misterioso ma incrocia quella di “secernere”, nel senso di una dimensione cenacolare e ristretta all’interno della quale la qualità del lavoro di studio e approfondimento “secerne” esiti pregnanti sul piano dell’evoluzion e spirituale di chi vi partecipa) è stata anche la causa della sua vulnerabilità. In altre nazioni i massoni finanziano ospedali, vanno a pulire i fiumi con gli ambientalisti e hanno la targa sui portoni delle loro sedi. Dovremmo decidere se vogliamo parlare del luogo comune della Massoneria, o di singole persone, tra le quali, come in qualsiasi altro àmbito delle umane cose, taluni esprimono il meglio o il peggio di sé a seconda delle nature e delle circostanze. Di singoli e reali atti. Ma la morbosità di certe recenti operazioni di pubblica gogna cui questo blog ha un po’ tenuto bordone segnalandole è di una tale rudimentalità e pericolosità sociale che atterrisce. Sul serio pensate che questa sia la strada? Guarda caso la “piazza” si è sùbito scatenata. Il campanello d’allarme è suonato nell’animo di pochi naturalmente, tra l’altro qualcuno di coloro che hanno nella loro memoria genetica esperienze similari di proscrizioni di massa, alle quali seguirono cose ulteriori e drammatiche. La distinzione è fine, non grossolana. Si tratta di governare le situazioni, non di spappolarle. Se andate in Camera di Commercio c’è il bollettino dei protestati della vostra provincia, ma quell’elenco non viene affisso per strada davanti al municipio. C’è l’elenco di tutte le partite iva, delle ragioni sociali delle aziende, ma quell’elenco non viene pedissequamente “mostrato” al mercato del martedì’. Se andate in tribunale ci sono tutte le sentenze depositate, con nomi e cognomi, ma stanno là. Ma chiunque di voi può, se vuole, prenderne visione. Gli elenchi dei bravi e dei cattivi trattati allo stesso modo. A qualcuno viene in mente che possa esserci un motivo? Non vi viene il sospetto che abbia qualcosa a che vedere con la civiltà e la democrazia? Vogliamo tornare indietro? Il fatto che esistano preti che inculano i bambini non mi porta a liquidare le parole del Vangelo come un manuale per pedofili. Se la clandestinità massonica (che, assicuro, da parte del massone vero è vissuta come scelta di una dimensione appartata dai clangori esterni alla ricerca di maggiore raccoglimento) ha costituito terreno fertile per l’infiltrazion e di interessi e pratiche più profane, ciò non vuol dire che i lavori di loggia siano l’anticamera dell’appropria zione di appalti pubblici o baronati universitari. Laddove lo sono, lì “non è massoneria”. Lì ci sono dei furbetti e basta che vogliono fare lobby. Fino a prova contraria, in loggia si trovano oggi a stringersi la mano e a riflettere sui valori profondi della civiltà e dell’esistenza , intorno alle stesse “colonne d’Oriente e d’Occidente”, cristiani, ebrei, mussulmani, buddisti, induisti, con uno spirito universalistico e di fratellanza che tante civiltà laiche o integraliste di questi tempi non riescono neppure a immaginare. E non è vero che la Massoneria è chiusa alle donne. Prima di sparare sciocchezze sarebbe bene documentarsi un po’ meglio. Certo se per farlo si vanno a leggere i libri di Roberto Gervaso… Chiedo comunque scusa per lo sfogo. A quanto pare i tempi sono tutt’altro che maturi anche per questo nel nostro strapaese. …Sempre più motivi per andarsi ad aprire una gelateria alle Mauritius…

  4. ce ne sono tanti altri di abusi linguistici, ad esempio anche le crescite più stitiche sono esponenziali, in questo paese, e le risposte, a qualsiasi domanda, sono solo due.
    vuoi scappare con me in sudamerica?
    non pensarci troppo, dimmi solo Assolutamente sì o Assolutamente no.

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