Il mondo salvato dai predicatori bene

Sono sempre solidale con Claudio Sabelli Fioretti e con le battaglie formali e sostanziali che ingaggia nei confronti del mostro che ha partorito: il suo blog (o come volete chiamarlo).

Adesso si è buttato in una lotta all’ultimo sangue per insegnare ai suoi frequentatori l’uso della punteggiatura – "sputtanarne uno per educarne cento" – con benemerita passione. Basta non diventare troppo giustizialisti – che dalle sue parti capita -, ma lui lo fa per ragioni pratiche, non per principio: perché non gli tocchi correggere lui gli sbagli altrui.

In tutto questo, a un certo punto ha usato delle parole a cui mi affeziono da oggi, per difendere la possibilità che anche lui incorra in fallo: "il problema non è fare degli errori, è non considerarli errori". Cioè, ha messo per iscritto una cosa importante, ovvero la differenza morale tra il predicare bene e il predicare male. Ha sovvertito quell’eccesso di zelo assai diffuso che ritorce anche contro i benintenzionati l’espressione "predichi bene e razzoli male", e che pretende che una malintesa coerenza renda migliore chi predica male e razzola male di chi almeno predica bene.

Tutti aspiriamo alla perfezione, e ci stiamo lavorando: ma siamo ancora piuttosto indietro. Nel frattempo, chi ha almeno capito cosa è giusto e cosa è sbagliato – e non parlo solo di punti e virgola – è un bel pezzo avanti a chi deve ancora capirlo, o non vuole capirlo. Ci sono due cose da fare, nella vita: capire quali sono le cose buone e quelle cattive, e poi fare quelle buone. Complimenti a chi ha già fatto la prima.

Il mondo salvato dai predicatori beneultima modifica: 2004-04-05T12:54:23+02:00da luca.sofri
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12 pensieri su “Il mondo salvato dai predicatori bene

  1. No Luca, io, per esempio, non aspiro affatto alla perfezione. E non perché sia irragiungibile, ma perché la reputo estremamente noiosa. Ed infatti apprezzo che quel tuo uso del “tutti” sia, appunto, largamente ed oggettivamente imperfetto. PS: quanto alla campagna di csf, credo che avrai avuto modo di leggere là quello che penso. Ciao. M. 😉

  2. Caro Luca, scusa se intervengo a sproposito, ma da qualche giorno mi frulla una domanda: perché ogni volta che un’anziana vomita ossessioni e follie del tutto personali, bisogna concederle pagine sui quotidiani, trasmissioni televisive ecc?
    buona giornata. kos

  3. sono d’accordo coi due che sono in disaccordo.non sempre quello che crediamo buono lo è davvero,il dubbio è la nostra salvezza,come diceva Buddah!
    e la perfezione,oltr e che noiosa,non appartiene al genere umano..
    però le buone intenzioni sì,e speriamo di essere sempre più numerosi..
    questo non perchè io creda nella rivoluzione di massa,ma nell’evoluzion e dell’individuo sì!ciao!cristin a

  4. “Sputtanarne uno per educarne cento”. Mi viene da continuare”, mantenendo lo stile Br, “tutto il potere a chi ne sa di più”. Secondo CSF il problema è non sapere di sbagliare, cioè l’ignoranza, non tanto lo sbagliare in sè.
    Ma è un problema morale, come- mi sembra di capire- sostieni tu?
    Secondo me la morale non è un’istanza a priori, ma è un prodotto della cultura, dell’ethos, degli usi e costumi e dei valori condivisi da una civiltà, e l’ignoranza è la mancanza, più o meno particolare, di questi valori e conoscenze; per cui l’gnoranza viene prima della morale, non è un vizio ma un difetto, non è un “razzolare male” ma un’assenza di predicato.
    Con ciò, secondo me, la soluzione al problema dell’ignoranza è qualla di cercare di avere sempre un atteggiamento il più possibile aperto a tutto quello che ci viene proposto, cercando di mettersi sempre in discussione. Io non ci riesco quasi mai, ma conto su di te. Ciao.

  5. Caro Luca,
    hai toccato con questo semplice post il problema antico del rapporto tra prassi e ideale, tra riformismo e utopia. Danton contro Robespierre, Bernstein contro la Luxemburg, Mazzone contro Zeman. com’è difficile la vita.

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